Curiosità

CORVO ROSSO... ECCOTI LO SCALPO!

Segnalazione del regista Paolo Zanone

SI PARLA DI CALCIO, DEL MILAN E DEL FAR WEST

Paolo Zanone, regista dello spettacolo "Corvo Rosso... eccoti lo scalpo!", segnala un articolo apparso sulla Gazzetta di Lunedì 23 Agosto 2004. Il giornalista parla di calcio e in particolare del Milan, ma la cosa curiosa è che lo fa ponendo le situazioni in atmosfera Far West. Per quanto ingenua, la domanda nasce spontanea: che abbia visto lo spettacolo?

CERCANSI RISPOSTE di Paolo Condò
Da “La Gazzetta della Sport” di Lunedì 23 Agosto 2004

"Nel vecchio West il modo in cui entravi nei saloon era tutto. Potevi avere le pistole scariche ed esserti pure dimenticato di mettere il coltello nello stivale ma, se allargavi i battenti scansandone poi il rinculo (impresa tutt'altro che semplice) e assorbivi col ghigno giusto gli sguardi indagatori degli altri cowboy, eri a posto. Sabato sera il Milan, le cui pistole non sono certo scariche, è entrato nel salooon con la faccia di chi non intende offrire da bere a nessuno per un anno almeno, e perché il concetto fosse chiaro ha agguantato la povera Lazio scaraventandola fuori dalla finestra.
Presentazioni del genere solitamente bastano a far chinare le teste degli avventori sui piatti di fagioli (“mamma mia, c'è un nuovo sceriffo in città”), e di certo la fascia medio-bassa della serie A - quest'anno molto allargata - per farsi coraggio ha dovuto pensare che più di due volte a campionato il Milan non si può incontrare. Gli altri tre capibranco, invece, non hanno abbassato lo sguardo. Per tradizione e per importanza delle rose, non possono. Ma mentre la Roma procede verso i blocchi di partenza senza preoccuparsi di fare la voce grossa (succederà quando Totti e Cassano saranno tornati), Inter e Juventus ne hanno insieme l'occasione e la necessità. In questa settimana devono qualificarsi per la Champions League: occasione per inviare al Milan un messaggio chiaro (“non fare troppo il gradasso”) e necessità di bilancio e d'immagine. Passare il preliminare per evitare che gli altri scoppino a ridere: cosa potrebbero pensare una Fiorentina, un Palermo, una Samp, un'Udinese di chi viene spernacchiato da Basilea o Djurgarden? Meglio non scoprirlo. L'ostacolo va superato, possibilmente con una certa grinta: “Ehi Milan, la testa della classifica è troppo piccola per noi due...”.
E' del tutto evidente, poi, come l'Inter e soprattutto la Juve stiano aspettando il passaporto europeo per chiudere gli ultimi affari di mercato. Scadenza in un certo senso “morale” per Moratti, che potrebbe aggiungere un elemento (Cesar) a una rosa già mostruosa soltanto se la corsa fosse ufficialmente rivolta sia allo scudetto che alla Champions; scadenza assolutamente tecnica per Moggi, che può permettersi un rinforzo di grido soltanto con i soldi dell'Europa in cassaforte.
Detto che le due squadre non si sono comportate allo stesso modo nella gara d'andata, e che quindi l'Inter deve cautelarsi da un calo di tensione mentre la Juve deve alzare la propria ai livelli massimi, confessiamo una certa fiducia: nel mese di agosto due settimane di preparazione in più nelle gambe sono come un cavallo fresco per i pony-express, che arrivavano arrancando e ripartivano come frecce. La qualificazione alla Champions è davvero la cruna dell'ago attraverso cui passare per garantirsi una stagione almeno inizialmente serena; altrimenti, sarebbe subito l'inferno.
Due franche vittorie, infine, costituirebbero quella risposta al Milan che dopo la Supercoppa è una forte esigenza psicologica. Lo sceriffo si è già seduto al tavolo con le ballerine più scosciate, ha chiamato il primo giro di poker e gli sono entrati tre assi (Sheva, Sheva, Sheva): adesso ride, punta un bel mucchietto di fiches, strizza l'occhio a quanti osservano la partita. Mancini e Capello spizzano le loro carte, e si preparano a parlare".

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